DANTE - un contadino Fotos

2018 - 2020

 

 
DANTE

Un progetto multimediale di Kai-Uwe Schulte-Bunert

 

Fotografia, video, field-recording sono i linguaggi di cui è composta la mostra di Kai-Uwe Schulte-Bunert, in un allestimento creato ad hoc per gli spettacolari spazi del Teatro Sociale di Luzzara. Una suggestiva installazione di fotografie e riprese audio-video documentano la storia di Dante Menozzi, uno degli ultimi testimoni di un mondo rurale ormai al tramonto, e la sua resistenza esistenziale dinanzi alle trasformazioni dell’agro-industria su larga scala.

 

Dante vive nella campagna di Poviglio, in provincia di Reggio Emilia. Da quasi trent'anni, da quando se ne sono andati i genitori, conduce da solo la piccola fattoria nella quale si era trasferito con la famiglia all'età di 6 anni. La sua quotidianità scorre sempre uguale negli anni, dettata dalle esigenze del bestiame e delle stagioni, scandite dai ritmi della campagna: il raccolto, i fieni, la semina. Tante delle sue attività Dante le svolge ancora a mano, come un tempo, o con l'ausilio di macchinari ormai desueti. Non sa cosa significhi essere in ferie, né ha mai avuto un giorno libero in cinquant'anni. Tuttavia Dante non rimpiange la sua scelta. Sa apprezzare la libertà di cui gode e a nessun prezzo rinuncerebbe alla sua vita. Ma ora, a 64 anni, deve lasciare la casa, i terreni e abbandonare la sua attività di produttore di latte.

 

Con questo progetto - racconta Kai-Uwe Schulte-Bunert - accompagno Dante nel suo ultimo anno di lavoro da contadino, con l‘intento di lasciare un documento a testimonianza di una forma di agricoltura, rispettosa dell‘ambiente e degli animali, che sta scomparendo insieme ai suoi più anziani rappresentanti.

Dante è uno degli ultimi testimoni di questo mondo al tramonto. Ha vissuto la mezzadria, di cui ha ancora chiari ricordi, e l‘indigenza, che non ha permesso alla sua famiglia di acquistare un proprio terreno. Come nei migliori romanzi familiari, la storia non cessa mai di ritornare e ancora oggi condiziona la sua vita e lo costringe suo malgrado ad andarsene.

Mi interessava raccontare una traiettoria di vita estremamente coerente e consapevole, guidata da una costante ricerca di indipendenza dagli obblighi di un lavoro dipendente, dalle convenzioni sociali o dai condizionamenti di una famiglia. La costante riaffermazione della propria libertà individuale, della possibilità di effettuare le proprie scelte indipendentemente da ogni pressione esterna – scelte per le quali Dante è pronto a pagare ogni volta il prezzo – sono valori che ho ritrovato in parallelo nei miei personali convincimenti; e ciò mi ha permesso di entrare in sintonia con Dante e di realizzare un suo ritratto.